L’artemia salina, nota anche con il nome di scimmia di mare, è un piccolo crostaceo d’acqua salata appartenente al genere artemia, unico nel suo genere della famiglia delle artemidae.
L’artemia ha sviluppato adattamenti a condizioni di vita estreme che le consentono di colonizzare ambienti ostili quali le pozze delle saline.
Una caratteristica fondamentale per la sua sopravvivenza è data dal suo modo di riprodursi, fortemente condizionato da fattori ambientali:
- in condizioni normali si riproduce per via anfigonica, cioé mediante l’incontro di due gameti, uno maschile ed uno femminile per la formazione di una nuova cellula chiamata ‘zigote’;
- in condizione estreme, quando la salinità supera il 5 per mille ed oltre (questo si verifica quando nelle pozze di sale si ha una crescente concentrazione di sali dovuta all’evaporazione), si riproduce per via partenogenetica tramite sviluppo di gameti femminili senza fecondazione, con uova incistate protette da un guscio rinforzato.
Altra caratteristica delle cisti di artemia salina è data dalla capacità di mantenere nel tempo (anche per molti anni ) la possibilità di schiudersi non appena si presentano le condizioni ideali di un'acqua con una certa percentuale di salinità, ed ecco spiegato anche il perché del suo impiego in acquariologia, in special modo per lo svezzamento degli avannotti.
La semplicità di schiusa e di reperibilità nonché l’alto contenuto proteico delle cisti appena schiuse chiamate napuli, che grazie al sacco vitellino ricco di lipidi (ecco spiegato l’alto contenuto proteico) possono vivere 48 ore senza alimentarsi, hanno fatto dell’artemia salina il principale se non l’unico alimento utilizzato dagli allevatori per svezzare gli avannotti di discus e di molti altri pesci non solo tropicali ed ornamentali.
Unica pecca di questo alimento è che le cisti sono ricoperte di un guscio estremamente coriaceo e resistente indigeribile che risulta nocivo essenzialmente per motivi meccanici per la maggior parte degli animali di piccole dimensioni che lo ingeriscono, in particolar modo per gli avannotti ai quali causano facilmente blocchi intestinali.
Per ovviare a questo inconveniente esistono tuttavia delle procedure per decorticare le cisti, ovvero rimuovere il guscio, ed eliminare cosi la parte indigesta senza alterarne il potere di schiusa e il valore nutritivo. In qualche letteratura addirittura si parla di maggior valore nutritivo in quanto il napulo non consuma energie per uscire dall’uovo, mantenendo così un più alto valore proteico.
Io ho trovato e provato una di queste procedure per decorticare le cisti, ed avendo ottenuto eccellenti risultati voglio riportare la mia esperienza a tutti gli amici di Hobby Discus.
I vantaggi dell’impiego delle artemie decorticate quale cibo per gli avannotti sono molteplici:
- come descritto sopra evitiamo blocchi intestinali ai nostri avannotti causato spesso dall’ingestione dei gusci dei naupli;
- anche le cisti che non schiuderebbero una volta decorticate diventano cibo per gli avannotti. Lo si può notare tra una somministrazione e l’altra: le cisti non schiuse si depositano sul fondo della vasca e sovente si vedono gli avannotti brucare su questi tappeti di artemie;
- la gioia di non dover più aver a che fare con quei maledetti, così tanto pericolosi per le covate dei nostri discus;
- il maggior valore nutrizionale dei naupli.
Materiali occorrenti per la proceduta di decorticazione delle cisti di artemia salina:
di Vincenzo Scognamiglio (Vin59 nel forum) per Hobby Discus
adattamento ed integrazioni a cura di Claudio Visalli
Commenti
Finalmente potremo somministrare artemie senza preoccuparci di far ingurgitare ai nostri avannotti anche i pericolosissimi gusci.
GRANDE VINCENZO.
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