Per far stare bene i nostri pesci e mantenere nel nostro acquario un ecosistema equilibrato e salubre anche per le piante è importante conoscere la composizione fisico-chimica dell'acqua. A maggior ragione si dovranno gestire al meglio i parametri chimici dell'acqua se si vorrà riprodurre e accrescere i nostri beniamini. Pertanto è fondamentale avere un minimo di dimestichezza con i valori del pH - GH - KH - NH4 - NO2 - NO3 - Fe - PO4.
L'acidità e basicità (PH)
Il pH è la concentrazione idrogenionica in acqua. Il valore viene tratto dal peso degli Ioni Idrogeno ed indica se l'acqua è acida oppure alcalina. Se nell'acqua sono disciolti più acidi e poche sostanze alcaline possiamo dire che l'acqua è acida ed ha un valore di pH basso (<7) ovvero acido, viceversa, se abbiamo un'acqua con molte sostanze alcaline il valore del pH è alto (>7) ovvero basico o alcalino. E' indispensabile tener presente l'esigenza dei pesci e delle piante che vogliamo ospitare, rispettando il più possibile i valori del loro habitat naturale. Inoltre, per avere una buona crescita delle piante il pH deve essere inferiore a 7,5. Un buon metodo per ottenere un pH acido è di far uso di un diffusore di CO2 (molto utile anche alla crescita delle piante).
La durezza totale (GH)
Con il GH si misura la durezza totale dell'acqua e precisamente la presenza dei cationi ci calcio e manganese disciolti in essa. Il sistema di misurazione più comunemente usato è quello tedesco. Il GH (durezza totale) nell'acqua dovrebbe raggiungere valori tra 5° e 10° per i pesci che necessitano di un'acqua tenera (Ciclidi americani) e superare i 12° - 15° per i pesci che vivono in acque dure (Ciclidi africani).
La durezza carbonatica (KH)
Il KH (durezza carbonica) indica la presenza di carbonati e bicarbonati di calcio e magnesio disciolti in acqua e forma una parte della durezza totale (GH). Il KH ha un ruolo importante nell'equilibrio chimico dell'acqua in quanto svolge una funzione tampone sul pH mantenedolo stabile. Un valore intorno a 4° indica acqua tenera, valori inferiori rendono il pH molto instabile risultando molto pericolo per i pesci, mentre un valore superiore a 7/8° crea problemi per la crescita delle piante.
Composti azotati (NH4, NO2 ed NO3)
L'ammonio (NH4) viene prodotto (prima fase del c.d. "ciclo dell'azoto") dai residui organici dovuti agli escrementi dei pesci, ai residui di mangime non consumato e dalle piante in fase di decomposizione. Una presenza con concentrazione da 0,10 mg/l a 0,50 mg/l è normale. Una concentrazione maggiore indica una inadeguata funzionalità del filtro e diventa necessario eseguire un cambio parziale dell'acqua con l'aggiunta di batteri nitrificanti. L'ammonio viene trasformato dai batteri (Nitrobatteri) in nitriti.
I nitriti (NO2) derivano dalla trasformazione dell'ammonio da parte dei batteri nitrificanti (seconda fase del c.d. "ciclo dell'azoto"). La presenza di 0,02 mg/l fino a 0,10 mg/l indica un buon funzionamento del filtro, un valore che supera i 0,50 mg/l è molto pericoloso per i pesci (agire come detto per elevate concentrazioni di ammonio). I batteri nitrificanti del filtro trasformano i nitriti in nitrati.
I nitrati (NO3) sono il risultato della terza ed ultima fase del "ciclo dell'azoto" ed hanno una tossicità non pericolosa per i pesci. Per allevare pesci molto delicati è consigliabile una concentrazione fino a 20 mg/l. Un valore che si aggira intorno ai 50/l è buono per la maggior parte dei pesci, ma può favorire la proliferazione delle alghe. Un valore maggiore indica una inadeguata funzionalità del filtro (agire come detto per elevate concentrazioni di ammonio).
Il nutrimento delle piante (Ferro e fosfati)
Il ferro è necessario per la vita delle piante. In acquario una carenza di ferro fa assumere alle piante una colorazione giallastra e tendono a deperire.
I fosfati (PO4) derivano dalla decomposizione del cibo indigerito e dalla decomposizione di rifiuti organici. Sono un importante alimento per le piante, come lo sono anche i nitrati (per questo un acquario piantumato, se correttamente bilanciato, riesce a smaltire persino gli NO3, permettendo una notevole diradazione dei cambi parziali di acqua), ma concentrazioni superiori ai 0,50 mg/l, anche se non tossiche, possono favorire la proliferazione delle alghe a discapito delle piante.