(prefazione a cura di Claudio Visalli - Admin di Hobby Discus) Ho il piacere di pubblicare un bell'articolo scritto da Giuseppe Liberti (Giulibert) con dovizia di particolari e ben organizzato, dal quale molti appassionati potranno prendere spunto per progettare in salotto il proprio "scorcio di natura con discus", anche con l'ausilio di controller elettronici, non tralasciando nulla e ottenendo il massimo risultato attraverso una gestione efficiente e poco impegnativa in termini di tempo da dedicare.
1. ACQUARIO
1.1. Vasca
Ho un acquario chiuso (JUWEL Panorama 100) da 150 litri; direi che è un acquario da salotto; non avremmo spazio maggiore e questo tanto ci entra, poiché (per fortuna) è a pianta trapezoidale e si incastra con la scala a chiocciola.
1.2. Fondo & Sfondo
Il fondo è in argilla fertilizzata, gialla, pezzatura 5x10 mm. Vi prego non contestatemelo, ha due grandi pregi: mimetizza molto bene le feci e, per chi ha le piante, resta sempre omogeneo dopo la piantumazione e dopo l’aspirazione rifiuti. Nel precedente acquario ho utilizzato i due strati di terriccio-fertilizzante e sopra la sabbia fine (non finissima): un vero disastro (!) perché al primo rimaneggiamento del fondo, la sabbia, che è più pesante, va sul fondo e il terriccio e i fertilizzanti salgono (mai più se devo avere le piante !). Per creare paesaggio ho anche delle belle pietre grigio antracite con venature bianche. Lo sfondo, esterno, l’ho costruito con mio figlio Roberto utilizzando pietre di spiaggia di Merlera (GR), ghiaia di fiume, cemento, collante, pannello e testate in compensato 10 mm, staffe e cavalletto (7 cm di profondità per 10 kg di peso).
1.3. Pesci
Adesso, dopo un traffico elevato, abbiamo 1 Discus (7 cm, Turchese) 3 scalari, baloon, porta spada, pulitori e una rana albina (quella che chiamate frittura mista, … che però è buona). Devo dire che la convivenza è perfetta: gli scalari si cacciano tra di loro e il Discus caccia tutti. La pappa non è un problema perché la distribuisco con la mangiatoia (EHEIM 3581, ottima, auto-ventilata) in corrispondenza della mandata di ricircolo in vasca, così si spande subito e mangiano tutti. Al momento erogo 1 pasto al giorno in due tempi a distanza di 1 minuto. Conto di aumentare la frequenza dei pasti, prima che si scannino per la fame.
1.4. Piante
Dopo averle lessate tante, mi sono assestato su: Echinodurus horizontalis; Vallisneria spiralis; Elodea canadensys; Cladofora aeglarophila (o così credo). Ho anche una bella radice di mangrovia e un guscio di cocco a forma di capanna ricoperto di erbetta. Ho un po‘ di alghe nere, corte, che non mi abbandonano mai (che palle !).
2. FITRAZIONE
Ho organizzato il filtraggio riadattando il filtro interno (JUWEL), aggiungendo un filtro esterno (EHEIM 7023), ed una lampada UV (JBL 18 W). In fondo ho riportato lo schema dell'impianto idrico e filtrante. Lavora così.
2.1. Filtro interno
L'acqua entra nel filtro interno dal fondo e dalla superficie (da qui raccolgo la patina oleosa), come nelle piscine. Qui subisce la prima filtrazione meccanica, ma la superficie non è quella originale, ossia la seziona in pianta del filtro, bensì una 4 volte superiore ottenuta adattando una griglia inox posata in diagonale, tipo scala a pioli poggiata alla parete. Su questa griglia inox lego con degli elastici il lenzuolino (sopra) e il sacchetto di carbone attivo (sotto). Non è finita, la cassetta-filtro JUWEL ha inoltre una particolarità di sdoppiamento delle portate: presenta un ritorno sia a metà percorso e sia a percorso completo; il che significa che il secondo tratto è attraversato da portata parziale quindi, a parità di sezione, da acqua lenta, ottimo per la riproduzione dei batteri. Inoltre, nel filtro JUWEL ho sistemato un aeratore sul fondo, un sacchetto di cannolicchi subito sopra e, in superficie una batterie di “stelline” porose che favoriscono altre colonie di batteri. Insomma, nel filtro interno (JUWEL) eseguo una prima filtrazione meccanica, quella chimica e una filtrazione biologica con batteri particolarmente aerobici.
2.2. Filtro esterno
Il filtro esterno (EHEIM 2073), contiene prefiltro, filtro e 3 cestelli per supporti filtranti biologici diversi. Ottimo e silenzioso il filtro, un po’ impegnativo quando bisogna riadescarlo per via dello spurgo di aria.
2.3 Disifezione U.V.
Ho montato anche una lampada UV-C (JBL AcquaCristal 18 W). Come da manuale, ma differentementeda quanto sento da altri acquariofili, la lampada UVtratta solo 1/5 della portata di ricircolo, ottenuta conun raccordo a “T” (rigorosamente EHEIM) all’uscitadel filtro esterno. Le perdite di carico (leggi perdite diportata) sono facilissime in questi impianti, perciòbisogna stare molto attenti a fare curve dolci con i tubie al tipo e verso delle giunzioni che si utillizzano.
2.4. Mandata in vasca
A questo punto le mandate in vasca sono 2: - quella dell’acqua solo filtrata, che erogo con un tubo a flauto 8 fontanelle. Niente onde “anomale” o correnti vorticose, i pesci ringraziano; - quella dell’acqua sterilizzata UV, che mando direttamente sul fondo in corrispondenza dell’erogatore di CO2 (così ne aiuto lo spargimento a fondo vasca).
2.5. Tubi
Una nota di merito ai tubi della EHEIM, come tutti i suoi prodotti, sono di qualità eccezionale.
3. IMPIANTO CO2
Prima di avere l’impianto di CO2 governavo il pH con gli integratori (SERA pH Minus), quando ho cominciato a misurare le oscillazioni del pH in risposta delle correzioni, mi sono accorto degli enormi sbalzi che creavo (anche 1 grado pH in 5 min), anche aggiungendolo lentamente (organizzavo tipo delle flebo da 20 min). Controllo il pH perché ho letto che per i discus dovevo tenerlo basso (6,5 – 7), mentre a me saliva naturalmente anche fino a 8, poi intervenivo! Che non fossero mature la mie masse batteriche ? Adesso utilizzo una centralina di controllo con sensore di pH (MILWAUKIEE SMS122), riduttore di pressione con elettrovalvola (WAVE Techno CO2 Regulator A6076427), bombola da 4 kg di CO alimentare (70 €), tubicino in silicone trasparente, diffusore CO2 (DENNERLHE 2981 Crystal Line). Tutto bene tranne un guasto alla centralina risolto prontamente grazie ad un cambio del mio negoziante (gentilissimo).
4. QUALCHE DATO
4.1. Cambi d’acqua
Negli ultimi 2 mesi, poiché volevo abbassare EC, GH e KH, ho cambiato il 30% a settimana (50 litri) di cui: - 20% di rete (10 l): pH 8; GH 10; KH 8; EC 380; riposo 24 h (min 4 ore, max 72 ore, oltre ho paura che si creino alghe) - 80% di Osmosi (40 l): pH 6; GH 0; KH 0; EC 20 - Target attuale in vasca: pH 6,7-6,9; GH 6-8; KH 4-5; EC 350-400. Quanto all’efficacia della filtrazione, non ho mai avuto problemi, anche quando cambiavo l’acqua solo al 10% a settimana sono sempre stato ampiamente contenuto nei seguenti valori max: NO2 < 0,3 mg/l; NO3 12,5 mg/l; NHx 0,25 mg/l; PO4 0,5 mg/l.
4.2. Portata di ricircolo
Totale trattata: 589 l/h (3,9 ricambi/ora) - Filtrata: 426 l/h (2,8 ricambi/ora) - Filtrata e sterilizzata: 163 l/h (1,1 ricambi/ora)
4.3. Integratori
Biocondizionatori: ACQUATAN, TOXIVEC - Fertilizzanti: FLORENA, FLORENETTE A, ( e vari altri e cambiati spesso) - Batteri: NITRIVEC. (quantitativi secondo indicazioni delle case).
4.4. Consumi
Energetici: 2,1 kWh/gg corrispondenti a circa 200 €/anno. - prodotti: corrispondenti a 750 €/anno. - Ore dedicate: non guardavo molto la televisione, ma adesso non mi ricordo neppure dove si trovi.
5. OBIETTIVI
Ancora Discus, eliminare la alghe, risparmiare il consumo di acqua di osmosi.
Commenti
P.s. Io da neofita avrei fatto un acquario con cernie,orate,sp igole, qualche aragosta e gamberoni....di re un acquario più nostrano e se vogliamo più utile!!
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